L’essenziale è invisivile agli occhi… portando a spasso la Bill – Biblioteca della legalità
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Stamattina mi sono svegliato di buon ora e sono salito in auto con due valige pesanti di storie e parole. Andiamo a Piandimeleto e Sant’Angelo in Vado, nelle terre che furono dei Montefeltro. Parto da Fano sbrinando i vetri e penso che freddo troverò risalendo le colline. E invece lì mi attende una dolcissima primavera. L’aria mattutina ancora punge un po’, ma i raggi del sole sono intrecciate in un morbido scialle.
Entrando in classe interrompo un’interrogazione di matematica. E questo basterebbe già a riservarci una calorosa accoglienza. Ma già dai primi sguardi capisco che non è lo “scampato pericolo”, ma la curiosità e l’attesa che Michela, l’insegnante, ha trasmesso ai ragazzi.
Sono qui a raccontare storie, e le storie si tessono incrociando la trama delle scelte che facciamo ogni istante con l’ordito del caos che rimescola le carte. E allora, qui non posso che cominciare da uno di questi intrecci.
Racconto ai ragazzi che in fondo al loro paese c’è una fabbrica di mobili. Loro conoscono bene la Mercantini. Qualche anno fa la CGIL di Pesaro, come s’usa, andò a chiedere alla Mercantini se poteva mettere a disposizione dei premi per la lotteria della festa annuale del sindacato. Il titolare donò degli arredi per ufficio ma all’estrazione dei premi chi aveva il biglietto vincente non si presentò. Forse l’aveva perso. Forse si scordò di controllarlo. Sta di fatto che gli arredi rimasero nel magazzino.
Intanto i volontari della CGIL unirono le loro mani a quelle di altri volontari per ristrutturare l’aula didattica della Fattoria della Legalità, e quando il lavoro fu ultimato restammo a guardare quelle mura spoglie. “Ci vorrebbero degli arredi”. “Li abbiamo” dissero i sindacalisti, e tornarono a Piandimeleto dal sig. Mercantini per chiedere se quell’ufficio promesso poteva essere assegnato alla Fattoria. Così arrivarono un grande tavolo e una bellissima libreria. Finiti di montare, ancora una volta ci fermammo a guardare. Grandi e nuovissimi scaffali vuoti… quella volta con noi c’erano anche Elisabetta e Valeria dell’Associazione Nazionale Magistrati. Servono libri, libri per ragazzi, che raccontano storie, che propongono esempi, che fanno pensare e muovere i piedi. Mettemmo insieme un sacco di persone e associazioni che con i libri per ragazzi ci sanno fare e ne uscì una bibliografia di 101 titoli.
Ma una biblioteca rinchiusa nella Fattoria rischia di addormentarsi, di prendere umidità e di tenere troppo strette le proprie storie. Decidemmo allora di dare gambe a quei 101 libri, anzi, ruote. Li mettemmo in valigia e li mandammo in giro per l’Italia…
Ai ragazzi di Piandimeleto racconto anche il resto della storia. E ne racconto anche altre, di quelle che troveranno in valigia, e anche di quelle che non troveranno. Quando racconto di Barbara Rizzo, Giuseppe e Salvatore Asta, Rita Atria, come al solito, mi si annoda la gola, mi si bagnano gli occhi. Sono storie tristi, dico ai ragazzi, ma dobbiamo conoscerle, anche queste storie tristi, perchè sono un dono prezioso. Si può piangere, con i libri della Bill, ma anche ridere. E allora racconto di Peppino Impastato, un giullare che irrideva i boss e i loro complici. Ci ha lasciati, anche lui, ma la sua storia è lì, per noi, che viviamo in altro tempo e un altro luogo, ma che come lui abbiamo e avremo le nostre scelte da fare.
Quando esco dalla classe non sono la stessa persona entrata due ore prima. Vado senza valigia, ma porto via molto di più. Non so dire cosa, di preciso, in quel momento. Lo capirò solo alcune ore dopo, quella sera, leggendo ai miei figli il Piccolo Principe, il capitolo dell’incontro con la volpe che vuole essere addomesticata, perchè in quel modo si crea un legame.
“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
” L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
La primavera, in quelle due ore, è esplosa. Ho l’altra valigia in auto, e altri occhi ad attendermi. C’è una libreria di legno in cima alle scale della scuola media di Sant’Angelo in Vado. E’ vuota, per ora. L’hanno preparata per ospitare la Bill. Alessandra, lo capisco dalle parole dei ragazzi, è di quelle insegnanti che fanno amare i libri agli alunni. E’ un Davide che si mette sulla strada di Golia Televisione, è un Don Chisciotte che riesce a fermare le pale dei videogiochi e delle play station. Non di soli libri si vive, questo lo sa Alessandra e lo sanno anche i suoi alunni. Ma senza libri siamo tutti un po’ più poveri, come ci dice Silvana nel video di presentazione della Bill.
Peppino, il sindaco di Isola del Piani, invece, nel video sulla Fattoria della Legalità, ci offre altre parole: giustizia, rispetto, legalità, responsabilità… e io non devo fare niente. Solo scriverle alla lavagna, fingere di avere qualcosa da insegnare a questi ragazzi, e raccogliere da loro tutto l’essenziale, che sarà pure invisibile, ma quanto riempie!!!
La valigia la apro solo alla fine, mancano pochi minuti al suono della campanella. Loro lo sanno, ma non corrono a prendere giubbotti e riempire zaini. Si buttano sui libri, li sfogliano, li annusano, misurano i dorsi, divorano i titoli. Ritrovano storie che conoscono già, altre che vorrebbero conoscere. La campanella suona, ma oggi non vorrebbero andare. Alessandra deve spingerli fuori, perchè non perdano i pulmini.
Sarà il sole, sarà il verde delle montagne, il mulino delle emozioni… oppure sarà che ho passato la mattina ad addomesticare e a farmi addomesticare da questi ragazzi, e questo, in fin dei conti, ha cambiato tutto.

Michele Altomeni

L’essenziale è invisivile agli occhi… portando a spasso la Bill